Prime scene di caccia e di morte

Prime scene di caccia e di morte

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Ricorda d’aver visto un filmato

in cui il cucciolo di un bisonte

era vittima di un felino,

un grosso animale carnivoro.

 

Era rimasto isolato dal branco,

nell’istante dell’ultimo assalto,

sono arrivate in gruppo le madri

a scacciare indietro la minaccia.

 

Scene, bozzetti, squarci di immagini che evocano un paesaggio primordiale di caccia, di ferinità, di sopravvivenza. Un mondo naturale primitivo in cui la lotta per la vita era all’ordine del giorno.

Uno scenario di violenza, certo, di ferocia animale; ma al contempo un mondo di valori puri ed essenziali: la salvezza del branco, la protezione dei cuccioli, l’unione contro un nemico comune.

Parole graffianti, nella loro crudezza; in grado di scavare nell’intimo primordiale di chi le sa accogliere dentro di sé, e di instillare, se non il pensiero, almeno una scalfittura nella solida certezza che ogni essere umano pensa di avere: qual è il vero significato dei termini umanità e civiltà?

  • L'autore

    Vincenzo Frungillo (Napoli, 1973) è poeta, scrittore e saggista. Ha pubblicato i libri di versi Fanciulli sulla via maestra, Ogni cinque bracciate. Poema in cinque canti, Il cane di Pavlov. Resoconto di una perizia, Le pause della serie evolutiva. Per il teatro ha pubblicato Il cane di Pavlov. Un monologo e la drammaturgia Spinalonga. Una drammaturgia sulla corruzione. Il suo primo romanzo si intitola Un nome in meno. Una parte dei suoi scritti saggistici è confluita nel libro Il luogo delle forze. Lo spazio della poesia nel tempo della dispersione. I suoi versi sono antologizzati in Italia e all’estero.

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